28 Nov Protesi d’anca
La protesi d’anca è un intervento chirurgico che permette di sostituire l’articolazione dell’anca quando questa risulta gravemente danneggiata, causando dolore, rigidità e limitazione dei movimenti. È un’operazione molto diffusa e rappresenta oggi una delle soluzioni più efficaci per migliorare la qualità della vita di chi soffre di patologie articolari avanzate.
Cos’è l’articolazione dell’anca e perché può danneggiarsi
L’anca è una delle articolazioni più importanti del corpo: collega il femore al bacino e permette movimenti fondamentali come camminare, stare in piedi, salire le scale o ruotare la gamba. Con il tempo o a causa di traumi, la cartilagine che riveste le superfici articolari può consumarsi, provocando dolore e infiammazione.
Le cause più comuni che possono rendere necessaria una protesi d’anca sono:
- Artrosi dell’anca (coxartrosi): è la causa principale. La cartilagine si assottiglia gradualmente fino a scomparire, rendendo dolorosi anche i movimenti quotidiani.
- Artrite reumatoide: malattia infiammatoria che colpisce più articolazioni, compresa quella dell’anca.
- Esiti di fratture o traumi: una frattura del femore vicino all’anca può danneggiare l’articolazione in modo irreversibile.
- Necrosi della testa del femore: la parte superiore del femore perde il normale apporto di sangue, andando incontro a cedimento strutturale.
In cosa consiste una protesi d’anca
La protesi è formata da componenti artificiali in metallo, ceramica o materiali plastici speciali, progettati per sostituire le superfici danneggiate dell’articolazione
I principali componenti sono:
- Coppa acetabolare: sostituisce la cavità del bacino.
- Testa femorale artificiale: una sfera liscia che permette il movimento.
- Stelo femorale: viene inserito all’interno del femore per sostenere la nuova testa.
L’obiettivo è ricreare un movimento fluido e privo di dolore.
Come si svolge l’intervento
L’operazione viene eseguita in anestesia spinale o generale e dura mediamente da 60 a 90 minuti. Il chirurgo rimuove le parti anneggiate dell’anca e impianta i componenti protesici in modo stabile.
Negli ultimi anni le tecniche sono diventate sempre più sicure e mini-invasive, con incisioni più piccole e tempi di recupero ridotti.
Dopo poche ore dall’intervento, il paziente viene assistito nel rialzarsi e nel muovere i primi passi, grazie al supporto di fisioterapisti e personale sanitario.
Il recupero e la fisioterapia
La fisioterapia è fondamentale per garantire un buon risultato. I primi obiettivi sono:
- ridurre il dolore e l’infiammazione;
- recuperare la mobilità articolare;
- rinforzare la muscolatura della gamba e del bacino;
- migliorare l’equilibrio e la sicurezza nel cammino.
Il recupero completo richiede in media 2–3 mesi, ma può variare da persona a persona. Una corretta riabilitazione favorisce una migliore integrazione della protesi e riduce il rischio di complicanze.
Vantaggi e possibili rischi
I benefici dell’intervento sono generalmente molto elevati:
- riduzione o scomparsa del dolore;
- maggiore libertà nei movimenti;
- miglior qualità della vita e possibilità di riprendere molte attività quotidiane.
Come ogni intervento chirurgico, esistono però anche rischi, seppur poco frequenti: infezioni, lussazione della protesi, trombosi venosa o usura dei materiali nel tempo. Seguendo le indicazioni mediche e fisioterapiche, è possibile ridurre significativamente queste complicazioni.
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